"Obiettivo AQUILONE…che l'Aquila torni a volare"
L'idea e le motivazioni
Ricostruire il ricostruibile: la missione.
Aiutarci ad aiutare: la necessità.
E' impossibile presentare il nostro progetto senza le doverose e più sentite premesse e alcune altrettanto inevitabili considerazioni.
La tragedia che lo scorso 6 aprile ha colpito il capoluogo abruzzese ha turbato profondamente l'animo di tutti noi corregionali ma anche dell'Italia intera e manifestazioni di solidarietà sono giunte anche dall'estero.
Profonde riflessioni, senso di impotenza, condivisione del dolore e desiderio di aiutare nella ricostruzione sono stati gli impulsi che hanno caratterizzato lo spirito di tutti noi abruzzesi di fronte all'impietosa sciagura accaduta.
Poi però, c'è stato anche un senso di profondo disappunto espresso talvolta con schegge di comprensibile rabbia per chi ha costruito e ha permesso di costruire con una noncuranza che, a discapito di tantissime vite, farà epoca!
Ma c'è un tempo per tutto. C'è un tempo per il dolore e c'è un tempo per la polemica. C'è il tempo del lutto e c'è il tempo della rabbia. Ma c'è sempre (e a nostro avviso sempre ci DEVE essere) il tempo della solidarietà.
Ci siamo mossi tutti (si spera!) per questo. Oltre ad iniziative del tutto intime e personali, noi con la nostra compagnia, abbiamo da subito (senza clamori e pubblicità di alcun genere) intessuto un rapporto con una Tendopoli de L'Aquila (il campo di Acquasanta presso lo stadio del rugby che conta più di 600 sfollati, tra cui più di 30 bambini) e dal Lunedì di Pasqua stiamo andando periodicamente (e continueremo almeno fino alla fine dell'estate) per tenere una volta a settimana, spettacoli per i più piccoli. Stessa cosa per gli alberghi lungo la costa.
Stiamo rappresentando delle Favole…perché fra le tante cose anche di questo (per i bambini soprattutto) crediamo ci sia bisogno: ridere e sognare…in altre parole: sperare!
Ora però avvertiamo l'urgenza di dover prendere una posizione poiché a questo terremoto, pian piano, giorno dopo giorno abbiamo assistito, nuovamente inermi, ad un'altra scossa tellurica…di tutto altro genere.
Da un terremoto di carattere geofisico si è passati ad un vero e proprio terremoto del tessuto sociale.
Come se lo sciame sismico stesse salendo in superficie. Come se la faglia non fosse più solo a chissà quanti kilometri di profondità ma iniziasse a galleggiare e ad infiltrarsi nel tessuto sociale della nostra regione.
Abbiamo assistito e stiamo assistendo ad una serie (come un effetto domino) di cancellazione di manifestazioni, iniziative, eventi, come se (ancora una volta) l'arte e la cultura rappresentassero il superfluo.
Ci siamo guardati intorno e nel giro di una settimana il terremoto aquilano è diventato una non meglio specificata priorità per molti enti che hanno pensato di non saldare debiti di iniziative culturali passate, annullare quelle già pronte al nastro di partenza e cancellare quelle future.
Anche di fronte a questo ulteriore terremoto sociale restiamo nuovamente increduli, impotenti e impauriti.
Sentiamo vivo nel cuore, l'inevitabile dovere di fare la nostra parte per aiutare a ricostruire il ricostruibile…e di fatti la stiamo facendo e la faremo…e non ci fermeremo scemato l'iniziale entusiasmo emotivo che contraddistingue molti impulsi di carità.
Ma chiediamo che ci vengano quanto meno forniti gli strumenti.
Chiediamo solo che ci sia data la possibilità di aiutare chi in questo momento ha bisogno.
E' come però se ci fossimo resi conto che questa sciagura, ad alcuni abbia servito su di un piatto d'argento solo la scusa per venir meno ad assunzioni di responsabilità.
Sarà forte l'immagine ma abbiamo la netta impressione di "terziarie forme di sciacallaggio".
E' ai politici e agli imprenditori che ci rivolgiamo.
A loro lanciamo la nostra provocazione. A loro chiediamo di non rifugiarsi dietro indefinibili priorità "relative al terremoto" o equivoci "sensi di lutto" come ci è capitato di sentire in queste ultime settimane da parte di alcuni, anche se con competenze la cui interconnessione con la calamità è davvero irrintracciabile e soprattutto rappresentanti di ambiti territoriali distanti anche centinaia di Kilometri dal luogo del disastro!
Qualcosa non quadra!
Il terremoto aquilano non può essere un paravento o un alibi. E' una catastrofe.
E di fronte ad essa ognuno è chiamato a fare la propria parte. Ovvero fare al meglio il proprio lavoro e nel farlo tener presente i corregionali colpiti da questa immane sciagura.
Il contrario: è follia!
Fermarsi dal fare il proprio lavoro, azzerando peraltro il lavoro di altri: è follia!
Ci suona come un fasullo rispetto del lutto. E a nostro giudizio è un'inerzia ipocrita che porterà in un tempo anche breve, solo ad acuire l'onda sismica della calamità che ha colpito la nostra regione.
L'Abruzzo ha bisogno ed urgenza di risorgere e di testimoniare la propria forza.
Qualsiasi azione (anche la più piccola) che non segua questo indirizzo è un ulteriore atto distruttivo e la nostra regione ultimamente ne ha già subiti tanti: troppi.
Nelle ultime settimane ai nostri telefoni e nelle caselle mail arrivano diverse sollecitazioni per iniziative di solidarietà e beneficenza per i corregionali colpiti dal terremoto: ben vengano.
Ma se dall'altra parte l'economia è bloccata, il nostro sostegno avrà il fiato corto, cortissimo.
In altre parole: per aiutare qualcuno che ha perso il lavoro non possiamo farlo perdere a qualcuno che lavora con noi.
Così spostiamo il problema: non lo risolviamo!
E' un principio elementare ma sembra che alcuni tardino a comprenderlo.
E' assurdo. Ma questo sta concretamente accadendo.
Dunque? Come far fronte con una ragionevole sintesi al problema?
Come aiutare la realtà di chi ha bisogno cercando di non generare un effetto boomerang ovvero ritorcendo quello stesso problema, quello stesso bisogno all'interno della nostra realtà?
Come noi artisti, operatori culturali, da sempre considerati l'ultimo sassolino incastrato sull'ultima ruota dell'ultimo carro possiamo accollarci l'urgenza che avvertiamo di voler essere utili per la ricostruzione di ciò che la furia del terremoto con la complicità dell'incuria di certi uomini, ha spazzato via?
Rappresentando spettacoli? Forse. Ma non basta!
Nel pormi queste domande mi è tornata in mente una frase di Jack London che è stata illuminante.
Nella sua semplicità ha suggerito un criterio.
"Un osso al cane non è carità. Carità è l'osso diviso con il cane, quando sei affamato quanto il cane".
Mi è sembrata cruda e semplice…ma confortante.
Da qui la nostra idea.
Un'idea che rappresenta un rischio e una sfida.
Il rischio se lo accollano le strutture che danno vita al progetto (Centro Culturale LA TRAMA e la TAM TAM Communications) che verseranno incondizionatamente, nelle casse dell'iniziativa, il 10% del fatturato che rispettivamente realizzeranno dal 1 maggio al 6 gennaio.
La sfida invece è lanciata, alla luce del nostro rischio e del nostro impegno, al buon senso dei nostri più prossimi interlocutori, pubblici e privati (assessori alla Cultura e Sponsor): politici e imprenditori.
Un'ulteriore sfida la rivolgiamo ad altre realtà artistiche e culturali (molte delle quali hanno già aderito) che possono sposare la nostra causa strutturando serate dedicate al nostro progetto devolvendo l'incasso o rilasciando libere donazioni.
L'eco di questo invito è rivolto anche alle realtà che operano fuori regione, alcune delle quali anche in questo caso hanno già aderito in partenza ed altre pian piano si uniranno in corsa, e inoltre ci rivolgiamo ad altre ancora che vorranno sostenere il "Made in Abruzzo" affinché questo incentivo non si limiti al consumo di pasta ("consuma prodotti abruzzesi") e al sostegno delle strutture turistiche ("vieni in vacanza in Abruzzo").
Venendo nello specifico, l'obiettivo del progetto è la realizzazione di una ludoteca ad Onna.
E' ai bambini che ci sembra opportuno dedicare questa sforzo.
Ed è dalla dilaniata frazione di Onna che crediamo opportuno ripartire.
Il progetto partirà il 1 maggio e si concluderà il 6 gennaio 2010.
Queste le date che abbiamo scelto come più appropriata sintesi delle motivazioni cha hanno mosso la nostra ambiziosa iniziativa: la festa dei lavoratori e l'epifania.
In questo spazio temporale il significato del percorso della nostra idea: la manifestazione visibile, della vicinanza dei lavoratori.
Si chiuderà il 6 Gennaio ad Onna, con una festa per i bambini questa lunga fase del nostro progetto.
Il 6 Gennaio dunque ci sarà la consegna dei doni e della donazione finalizzata alla realizzazione entro la primavera, della Ludoteca di Onna.
Desideriamo precisare infine che chiunque può fare richiesta di adesione al nostro progetto e dopo aver ottenuto il nulla osta del consiglio direttivo, potrà targare le proprie iniziative con il logo "Obiettivo AQUILONE - …che l'Aquila torni a volare"
NB. Al fine di rispettare la più totale trasparenza specifichiamo che i proventi raccolti saranno direttamente versati senza alcun tipo di filtro direttamente su di un conto appositamente aperto presso la filiale Agenzia n° 5 della Banca CariChieti ed esclusivamente finalizzato al progetto "Obiettivo Aquilone" e inoltre sul nostro sito www.obiettivoaquilone.com sarà online l'aggiornamento settimanale del saldo del conto corrente.
Milo Vallone
LA LUDOTECA E': 
MODALITA' DI ADESIONE 
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